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Quando scrivo
E ora che mi hai abbandonata anche tu
resto qui nel buio del mio letto
e sento la ferita
di chi non si è mai scelta
di chi non si sente degna
e piange e prega
ma sa che la vita ha sempre un senso.
Ora che non posso più stringerti
annusarti
e dirti quanto mi piace il tuo profumo,
proprio ora io capisco
che è nel dolore che scrivo.
È nelle pieghe degli amori ingiusti,
di tutte le volte che vi ho traghettati con amore
fuori dalle vostre relazioni infelici e ormai finite.
Vi ho amati.
Sognati.
Desiderati.
Ma io ero solo una nave,
e dalla nave poi ad un certo punto scendi,
perché ti immagini il Titanic e te la fai sotto.
Che marinai del cazzo siete,
se poi non avete il coraggio di restare a bordo?

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