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Siamo strappi

Ci sono cose che non possiamo capire con la testa, cose che non hanno un suono né un odore. Esistono per il solo fatto che le proviamo dentro di noi, ma se cerchiamo di definirle, di dare loro un confine, muoiono, perdono la scintilla. Non sono tutte brillanti, anzi, spesso sono oscure e per questo ancor più indefinibili. Ma nel cuore, dentro all'anima, occupano un posto ben preciso e non c'è altro da fare se non accoglierle, fare loro posto, guardarle, abbracciarle, perdonarle. Sentirle tutte, verrebbe da dire "fino in fondo", ma questo tipo di cose spesso non ha un fondo. Non perché siano orribili, ma perché ci attraversano infinite volte - e questa è la vita. Prima lo accettiamo, e prima smettiamo di soffrire in questa ricerca della perfezione esteriore e interiore che non esiste. Quindi non avere fretta di "superarle", di "chiuderle", finché loro ti chiedono di restare e di essere viste. Metti pure in conto che potrebbe essere per un tempo molto lungo e indefinito, mettilo pure in conto e poi non ci pensare più. Perché ciò che sei ora è il frutto di tutte queste cose, anche le più dolorose, soprattutto quelle. Siamo fatti di strappi ricuciti male, di vetri rotti che non tornano insieme. Siamo denti cariati che continuano a masticare, che adattano la postura al cibo, e chiedono nuovo cibo per la dentatura.

© 2026 by Chiara Cazzulani

Tutti i diritti riservati all’autrice. Ogni elemento contenuto in questo sito (foto e poesie) sono di proprietà di Chiara Cazzulani. È vietata la diffusione anche parziale dei contenuti senza il suo preventivo assenso. 

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